Progetto Ancora - servizi per lo sviluppo delle aree territoriali della provincia di Livorno legate al sistema diportistico
Progetto promosso dalla Provincia di Livorno e cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo

Mappatura delle linee di sviluppo territoriali: attori ed attività economiche (linea 0)

La linea 0 prevede la realizzazione di uno studio sui fattori di competitività della filiera diportistica insediata nei diversi sistemi territoriali provinciali al fine di definire le linee strategiche per un programma di sviluppo del comparto di breve, medio e lungo periodo. Lo studio ricostruirà una mappatura precisa delle attività che fanno parte (o possono far parte) della filiera, che consentirà di individuare, anche attraverso l’attivo coinvolgimento degli attori locali, i punti di forza del sistema, le criticità da risolvere, le opportunità da cogliere e i rischi da affrontare. Lo studio porterà a definire, in modo coordinato con le attività della linea 7, un quadro strategico organico, sostenibile e specifico per i diversi sistemi territoriali provinciali che conterrà anche le linee generali delle attività di rete e degli interventi formativi, che saranno poi ulteriormente specificati con la linea 1. Finalità ultima dell’attività di ricerca è infatti individuare i settori, le imprese e gli attori su cui programmare gli interventi formativi delle linee di attività 2-6 e quelli da coinvolgere nella creazione della rete d’imprese prevista dalla linea 7. Il lavoro dovrà necessariamente tener conto e integrare quanto già previsto e in parte svolto nell’ambito di altri importanti progetti pubblici e privati già avviati sul territorio (cfr. par. 8.2 Coordinamento con altri progetti strategici sul territorio).

Il quadro di riferimento

L’impostazione della ricerca e delle attività successive tiene conto del fatto che la nautica da diporto è un insieme di attività di cui non è facile stabilire gli esatti confini: si possono individuare più di 40 mestieri della nautica ed è presente una stretta connessione e reciprocità tra produzione e turismo. Parlando di nautica da diporto, quindi, non si fa riferimento ai tradizionali termini comparto o settore ma al termine “filiera”, che rende meglio l’idea della complessità di rapporti che si stabiliscono fra tutti i soggetti coinvolti nel ciclo di vita di una imbarcazione e dei legami con il territorio in cui le attività sono insediate. Il comparto raggruppa due filiere principali, tra loro strettamente interrelate: la filiera manifatturiera, finalizzata alla produzione di imbarcazioni, e la filiera del turismo nautico, finalizzata all’offerta di servizi al diportista. La figura seguente offre una sintesi dell’articolazione e delle connessioni che compongono la filiera e sarà anche lo schema concettuale a cui faremo riferimento nello sviluppo del progetto.

L’importanza dei legami con il territorio

L’industria della nautica, per sua natura, è estremamente vincolata nelle sue scelte localizzative e tende quindi a radicarsi nel territorio. La localizzazione delle imprese è infatti condizionata dalla necessità di ampi spazi sia per la produzione industriale che per la fornitura di servizi. Tali aree debbono necessariamente essere localizzate nei pressi di uno specchio d’acqua per consentire l’alaggio e il varo delle imbarcazioni. La presenza di infrastrutture e servizi che facilitino l’interazione fra mare e terraferma è quindi un fattore determinante per lo sviluppo di una solida base produttiva nautica e può anche essere il motivo – nel caso in cui queste infrastrutture risultino inadeguate alle esigenze sempre diverse delle imprese – di delocalizzazione produttiva e di crisi del settore.

L’Italia è leader di questo settore manifatturiero e la Toscana è una delle regioni italiani nelle quali è maggiormente sviluppato. Negli ultimi anni il comparto è cresciuto notevolmente anche sul territorio della provincia di Livorno, anche grazie a programmi pubblici e investimenti privati che hanno fortemente puntato sullo sviluppo del settore e dell’indotto. Si sono formate agglomerazioni di aziende in diverse aree del territorio provinciale (Livorno, Cecina, Piombino, Portoferraio) che però non costituiscono ancora vere e proprie filiere autonome né tantomeno “distretti evoluti” come quelli di Viareggio e di La Spezia. Spesso si tratta di parti di filiere che hanno sede e origine in altre aree e i legami tra aziende del settore e l’intera filiera territoriale che potenzialmente potrebbe essere collegata sono ancora molto deboli. Dall’altro versante, sono stati realizzati o sono in programma importanti investimenti nella creazione di infrastrutture portuali turistiche, in alcuni casi, in presenza di una filiera produttiva già esistente e in pieno sviluppo (Marina di Pisa), in altri casi con l’obiettivo di stimolarne la nascita e il radicamento (Marina di Cecina e Rosignano). Le potenzialità di crescita del settore dipendono molto dalla capacità di trasformare queste concentrazioni di imprese (e le infrastrutture) in un sistema organico, che faccia sistema (“rete”) con i territori che le ospitano radicandosi e moltiplicando il valore potenziale economico del settore.

Nell’ottica dell’integrazione delle politiche un altro punto rilevante è la qualificazione degli approdi turistici che, per reggere la concorrenza con gli altri paesi, devono fornire servizi adeguati ai diportisti e sostenere quella che viene chiamata nautica “sociale”, cioè l’estensione dell’accessibilità anche alle imbarcazioni di piccola taglia. A questo deve abbinarsi un’accresciuta capacità di fare sistema per promuovere il territorio nel suo complesso. In questa prospettiva, le attività di mappatura delle linee dello sviluppo delle aree territoriali della provincia più o meno fortemente caratterizzate, direttamente e/o indirettamente, dal “sistema diportistico” saranno svolte tenendo conto:

a)       della presenza, nella fascia costiera a nord di Livorno, di poli diportistici di Viareggio e di Pisa;

b)       della presenza, a sud, di Piombino, di alcuni localizzazioni diportistiche significative, con indotto, integrabili in rete;

c)       della impronta “articolata nello spazio” delle aree territoriali della provincia di Livorno legate al sistema diportistico ed al relativo indotto diretto e indiretto;

d)       della presenza di una consistente e per certi aspetti non comprimibile quota stabilizzata di fabbisogno diportistico già radicata, anche se da qualificare meglio, negli insediamenti umani della fascia costiera livornese,ivi compresa la componente del diportismo a scopo di pesca non professionale;

e)       dell’articolazione non sempre comprimibile, ma senz’altro coordinabile, del panorama degli attori e degli operatori del sistema, nonostante i periodici scenari di crisi;

f)        degli indirizzi delineati negli ultimi 10 anni da atti di programmazione regionale e provinciale;

g)       di importanti progetti di sviluppo del settore realizzati con fondi pubblici e privati sul territorio della Toscana Costiera (cfr. par. 8.2 Coordinamento con altri progetti strategici sul territorio).

Obiettivi generali

Tenendo conto del contesto delineato nei paragrafi precedenti gli obiettivi generali della linea di attività 0 definiti dal capitolato possono essere dettagliati e specificati nel modo seguente:

  • Analizzare i punti di forza e di debolezza della filiera della nautica locale e dell’intera catena di valore costituita dalle imprese (di produzione e servizi) e dagli attori (stakeholders) che, a monte o a valle, sostengono o dipendono dalle dinamiche del settore della nautica;
  • Individuare le prospettive di sviluppo che il settore nautico ha attualmente e quelle che potrebbe avere se fosse più integrato con altri settori che caratterizzano il sistema territoriale di offerta;
  • Delineare in modo partecipativo, coinvolgendo attivamente gli stakeholders territoriali, una strategia di sviluppo fondata su una più forte integrazione delle imprese nautiche con il territorio e le sue risorse in collegamento con le attività di animazione territoriale previste dalla linea 7;
  • Mappare in modo esaustivo le aziende e gli attori della filiera e i sistemi territoriali in cui sono insediate e individuare soggetti e comparti da coinvolgere nelle linee di attività formative (linee 2-6) e nelle attività di creazione di reti (linea 7).

Obiettivi specifici

La linea di attività 0 vuole giungere alla definizione di un piano di sviluppo (road map) organico, coerente e condiviso dagli attori territoriali che consenta di programmare le attività successive in modo da massimizzare il loro impatto sulla filiera nautica locale. L’impatto viene misurato in termini di posti di lavoro stabili creati, numero di soggetti coinvolti nella rete locale, numero attività di rete realizzate, nuove imprese create. Gli obiettivi specifici sono i seguenti:

Studiare le caratteristiche essenziali e le tendenze evolutive del sistema nautico nazionale e toscano;

  • Analizzare in modo approfondito le caratteristiche e le tendenze evolutive del sistema nautico diportistico localizzato sul territorio della provincia di Livorno articolandolo per ogni sistema economico locale (Area Livornese, Bassa Val di Cecina, Val di Cornia, Elba e Arcipelago) e tenendo conto delle interconnessioni anche con aree limitrofe extraprovinciali, organicamente collegate (Pisa, Viareggio, Follonica, Grosseto);
  • Effettuare una mappatura completa e aggiornata del sistema nautico attualmente localizzato sul territorio;
  • Georeferenziare la localizzazione delle imprese e degli attori che fanno parte del sistema;
  • Effettuare una ricognizione degli atti normativi e dei programmi di sviluppo che regolano o indirizzano lo sviluppo del settore, con particolare attenzione agli strumenti urbanistici;
  • Effettuare una mappatura aggiornata dei programmi e dei progetti (pubblici e privati) realizzati negli ultimi anni nel settore della nautica da diporto sul territorio;
  • Conoscere le principali caratteristiche delle risorse economiche, naturali e storiche presenti nel contesto locale;
  • Analizzare le principali infrastrutture di servizio al sistema economico nelle diverse aree del territorio provinciale;
  • Valutare la percezione che gli stessi operatori del sistema nautico hanno della possibilità di dare vita ad una iniziativa di rete di imprese;
  • Analizzare il sistema di interrelazioni presenti nell’area non solo fra le imprese del settore nautico ma anche fra queste e gli operatori di altri settori economici ad esse più o meno strettamente collegati;
  • Definire un sistema di indicatori che consenta di monitorare l’andamento del progetto, il suo impatto sul territorio e il benchmark nello tempo e nello spazio;
  • Effettuare una prima individuazione delle aziende che potrebbero “trainare” il progetto sulla base di un set di parametri legati, da un lato, alle prospettive di sviluppo economico e alle vocazioni produttive delle diverse aree territoriali, dall’altro caratteristiche delle aziende rilevate con la mappatura.

Attività previste e metodologia

Fase I

L’attività di ricerca nella linea 0 prevede, come prima fase, un’ampia ricognizione delle fonti documentali (rapporti, monografie, articoli, documenti di programmazione, ecc.) e delle statistiche disponibili utili per costruire un quadro conoscitivo completo e aggiornato del comparto nautico e dei diversi sistemi territoriali. L’analisi sarà svolta non solo sul comparto nautico e il suo indotto, ma ad ampio raggio, sul contesto (sistema) economico e sociale nel quale la filiera è insediata. Capire le relazioni attuali e potenziali del comparto con il proprio contesto produttivo, richiede infatti una prima indagine “a maglie larghe” sulla rilevanza e le caratteristiche dell’offerta turistica, sulle opportunità di fruizione di beni culturali e naturalistici e sui collegamenti con i sistemi di trasporto già esistenti per valutare il livello di integrazione interna ed esterna.

Verrà, in particolare, valutata la coerenza degli strumenti urbanistici esistenti nelle principali aree di insediamento (attuale o potenziale) diportistico con le linee di sviluppo del settore. A tal fine saranno acquisiti e analizzati, oltre agli strumenti urbanistici regionali e provinciali, i piani strutturali e i regolamenti urbanistici, i piani attuativi e i piani regolatori portuali dei Comuni principali della provincia. I risultati di questa analisi saranno utilizzati in specifici focus group/incontri che verteranno appunto sulle questioni urbanistiche, ambientali e territoriali connesse al diportismo da organizzare nell’ambito della linea di attività 7. La finalità di questi incontri sarà quella di promuovere una revisione degli strumenti urbanistici nella prospettiva di favorire lo sviluppo compatibile della filiera diportistica ed un maggiore coordinamento tra le diverse aree territoriali.

Sulla base dello schema di riferimento proposto nel paragrafo precedente verrà effettuata una mappatura approfondita delle imprese del settore, ricostruendo un indirizzario di TUTTE le realtà produttive presenti. Verrà inoltre realizzata una mappatura di tutti gli attori (stakeholders) pubblici e privati che sul territorio svolgono un ruolo potenzialmente correlato alla filiera nautica. Alcuni di questi attori particolarmente rilevanti per la conoscenza del settore e del contesto territoriale (testimoni privilegiati) verranno intervistati in profondità per integrare la conoscenza delle dinamiche e delle caratteristiche del comparto e per valutarne la disponibilità ad essere coinvolti nel progetto. Le interviste con gli stakeholders permetteranno di mettere a punto un primo set di parametri di selezione delle aziende leader.

Il coinvolgimento degli stakeholders avverrà utilizzando il sistema di relazioni e di sostegno già costruita in fase di progettazione (vedi allegato 3).

Per l’individuazione delle imprese leader verranno applicati, sulla base del materiale e delle informazioni raccolti, i criteri e i modelli derivati dalle principali teorie economiche (ad esempio, il modello della catena di valore di Porter) finalizzati a valutare il posizionamento di ciascuna azienda nell’ambito della filiera.

La realizzazione di queste attività sarà, come accennato, coordinata con le attività di animazione territoriale previste dalla linea 7, attività che avranno un ruolo fondamentale nel creare le condizioni locali per una buona riuscita della ricerca. La prima fase si concluderà con la realizzazione di un report contenente, oltre al quadro conoscitivo, un’analisi swot complessiva del comparto e una serie di analisi swot settoriali e territoriali. In sintesi le attività da realizzare sono le seguenti:

  1. Ricerca bibliografica e documentale
  2. Acquisizione banche dati e statistiche
  3. Raccolta strumenti urbanistici comunali, documenti di programmazione e progetti
  4. Mappatura delle imprese del settore
  5. Mappatura degli attori del sistema: indirizzario stakeholders
  6. Interviste a testimoni privilegiati / stakeholders
  7. Definizione di un primo set di parametri/indicatori per l’individuazione delle aziende “traino” (modello di Porter)
  8. Individuazione di un primo elenco di aziende “traino”
  9. Sistema di indicatori di monitoraggio per il benchmark della filiera
  10. Redazione di un primo report conoscitivo

Fase II

Nella seconda fase le attività di ricerca saranno ancor più intrecciate con le attività di animazione territoriale previste dalla linea 7. Le conoscenze acquisite, infatti, verranno sottoposte all’analisi e alla discussione del gruppo di stakeholders individuati nella prima parte e coinvolti attraverso le attività di animazione. Verranno realizzati almeno un focus group o workshop per ogni Sistema Locale. Partendo dalle analisi swot condotte nella prima fase verranno discusse le azioni prioritarie necessarie per la crescita del comparto e dei sistemi territoriali nel loro complesso, individuando, in particolare, le professionalità e i percorsi formativi da attivare. In linea di principio si cercherà definire un programma formativo coerente con le indicazioni di massima contenute nel capitolato, sufficientemente generali per poter ragionevolmente prevedere che non saranno contraddette dai risultati dell’attività di ricerca. In ogni caso, il programma di sviluppo e il connesso piano formativo di dettaglio saranno messi a punto seguendo un procedimento logico basato sulla partecipazione e la condivisione degli attori del sistema. Le ipotesi delineate nella prima fase saranno sottoposte agli stakeholders attraverso schede e griglie di valutazione che ci porteranno a definire, per quanto riguarda i fabbisogni professionali, una long list articolata per settore (area di competenza) e sistema territoriale. Questa long list sarà sottoposta alla valutazione delle imprese nella ricerca prevista dalla linea 1 che porterà, dopo una revisione finale effettuata con gli stakeholders, alla definizione della short list finale dei fabbisogni, sulla cui base sarà redatto il piano formativo di dettaglio. Negli incontri con gli stakeholders verranno infine definiti anche i criteri prioritari per la selezione delle imprese da coinvolgere, a partire dalla mappatura realizzata nella fase I e dalla stratificazione delle imprese mappate realizzata applicando il modello della catena di valore (Porter, 1985). In sintesi le attività della II fase saranno le seguenti:

1) Organizzazione di uno o più focus group / workshop sul territorio

  • analisi punti forza e debolezza del territorio
  • analisi fattori competitività del comparto (modello di Porter)
  • Definizione dell’elenco dei fabbisogni professionali e di servizi
  • Individuazione finale dei criteri di selezione delle aziende da coinvolgere (modello teorico + stakeholders)
  • Definizione linee strategiche
  • Definizione strategie di intervento

2) Redazione documento di sviluppo


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